
Una cosa è certa: Robot Ninja del 1989 non è un film per tutti. È un film che diverte, confonde, sorprende, tutto nello stesso momento. L’opera si colloca nel filone tipico della serie B degli anni ’80, una miscela kitsch di arti marziali, fantascienza e horror.
Il plot è tanto semplice quanto di impatto: il fumettista Leonard Miller (Michael Todd) frustrato dall’utilizzo della sua opera di punta dal network televisivo che ne ha acquistato i diritti, decide di combattere il crimine trasformandosi lui stesso in un ninja cyborg. Memorabile la sua prima entrata in scena nei panni dell’”eroe” con un con perentorio: “Vi eliminerò da questa Terra!”

Leonard entrerà in una spirale di violenza e autodistruzione senza fine, disegnando profetiche tavole fumettistiche che ne delineeranno il nefasto destino.
Su questa premessa, si sviluppano una serie di situazioni assurde, tra combattimenti improbabili, effetti speciali da budget ridotto e dialoghi che farebbero impallidire un drammaturgo shakespeariano.
Il protagonista, nonostante sia un cyborg ninja (che teoricamente dovrebbe essere abbastanza abile), è più portato a incassare, cadere e creare una serie di situazioni grottesche più che a combattere il crimine in maniera efficace.
La recitazione è un vero capolavoro di overacting, con interpretazioni che oscillano tra l’imbarazzante e il geniale, a seconda della personale tolleranza alla teatralità estrema.
Tutti gli attori si prendono sul serio dal minuto uno, sottolineando l’intima drammaticità dell’opera.

Il film brilla nel suo essere deliberatamente fuori scala, regalando inconsapevolmente, momenti di autentico intrattenimento vecchio stile.
J.R. Bookwalter ci crede fino in fondo e dirige con sicurezza seppur limitato da un budget estremamente ridotto. Riesce comunque nel lodevole intento di creare un’atmosfera onirica e surreale, tipica delle pellicole di genere di quell’epoca. La colonna sonora, tra synth e drum machine è un vero tuffo negli anni ’80, contribuendo ulteriormente a creare un’esperienza immersiva.
Robot Ninja è un esempio di cinema che, nonostante le sue carenze tecniche, riesce a intrattenere grazie alla sua stravaganza. È il tipico film talmente brutto da diventare buono, un guilty pleasure che si ama per la sua incredibile follia.

Merita di essere visto almeno una volta per apprezzare il suo sapore unico di artigianalità e passione. Un viaggio indietro nel tempo quando l’idea di un ninja robotico era sufficiente per vendere un film.
Il film ha ottenuto una riedizione con un’incredibile restauro nel 2018 via crowdfunding. Oltre ad essere stato rimasterizzato nella sua totalità sono stati rifatti i titoli di testa che, nella loro forma originale, erano conosciuti per essere i più massacranti che la storia del cinema ricordi.
Ninja Robot è un film sincero, con una trama più funzionale di un qualsiasi lungometraggio Marvel. Definito dal suo stesso regista come: “Il peggior film che abbia mai fatto”