Il demone delle galassie infernali

Locandina di “Il demone delle galassie infernali”

Come un prisma che scompone la luce 7 registi si adoperano per creare un capolavoro d’avanguardia di difficile comprensione ma sicuramente onesto negli intenti. 

Girato con meno budget della sagra del cinghiale di Rignano sullʼArno, arricchito da una sceneggiatura a volte confusa, l’esuberante The Dungeonmaster aka Ragewar (entrambi titoli validi e reali) ci regala un nudo integrale al minuto 2:16 per poi arrancare fino all’incontro con l’antagonista principale.

Il nostro monolitico Paul Bradford (Jeffrey Byron), programmatore e appassionato di atletica leggera, anticipa i tempi e crea un life-assistant chiamato X-CaliBR8 con cui instaura un’ambigua relazione, mentre parallelamente porta avanti un maldestro tentativo di proposta di matrimonio alla sua statuaria ragazza Gwen, interpretata da Leslie Wing.

In un altro luogo (e tempo?) Mestema, un poco ispirato Richard Moll che abbiamo avuto modo di conoscere ne “La spada a tre lame” nei panni di Xusia, rapisce Paul e la sua ragazza per condurli in una serie di mini-giochi mortali per non si sa bene quale scopo, fino al catartico scontro finale.

In un gioco mortale tra il bene e il male, con qualche ospite inatteso, scopriremo quanto la tecnologia ed i sentimenti sinceri possano essere la chiave per la salvezza.

Possiamo ammirare Ratspit, interpretato da Ratspit

Menzione d’onore per TUTTI:

  • WASP, protagonisti di un intero segmento del film
  • Gli attori, tutti, che si prendono sul serio dal minuto uno
  • Ratspit nei panni di Ratspit
  • La controfigura nell’ultimo segmento
  • Il raggio laser
“Ma figurati chi si accorge che sul finale non c’è il protagonista ma uno stuntman” – Il regista, probabilmente