Guerriero americano

Locandina di “American Ninja”

Sam Firstenberg si spoglia di ogni inibizione e decide di fissare l’asticella degli action anni ’80 a un nuovo livello.

Guerriero Americano rappresenta tutto quello che un ragazzino potesse mai desiderare da un film d’azione del secolo scorso:

  • una trama senza senso…
  • … piena di combattimenti senza senso…
  • … con personaggi senza senso…
  • … che fanno cose senza senso…
  • … tutto meravigliosamente senza senso. 

Finirà per guadagnare 10 volte l’investimento, con buona pace per tutti.

Protagonista Michael Dudikoff, laureato in psicologia infantile ma totalamente impreparato in qualsiasi arte marziale esistente, interpreta Joe, l’americano cupo e solitario più addestrato della storia nel ninjutsu (dal suo maesto filippino) che per un errore di valutazione si trova a impedire il rapimento della figlia del colonnello da una pletora di ninja cattivissimi capitanati da un temibile ninja nero. Questo costringerà Joe a sventare i piani criminali di Ortega, un generico trafficante d’armi.

Perché ar ninja nero nun je devi rompe ‘r —

L’eroico coreografo dei combattimenti, Mike Stone, muove il buon Dudikoff nella maniera più elementare possibile consapevole che più che uno sguardo imperturbabile in macchina non potesse avere, ma regala comunque un’eccelsa performance del nostro “Dean-McQueen” (combo tra James Dean e Steve McQueen, come il suo agente lo amava definire)

Nella rappresentazione più pura degli action anni ’80, capiremo che essere l’uomo giusto nel posto giustissimo faccia di te l’eroe che tutti i film d’azione meritano. Per impreziosire il tutto l’assalto finale è da cineteca.

Menzione d’onore per la scelta di far morire qualcosa come 110 persone senza mostrare praticamente mai una goccia di sangue.

“Ratatatatatatatata…” – Metal Slug X