Come rubare la corona d’Inghilterra

Locandina di “Come rubare la corona d’Inghilterra”

Terence Hathaway, al secolo Sergio Grieco, con una mossa a sorpresa (dopo anni di film di spionaggio e storici) anticipa tutti e firma un film supereroistico di pregio.

Sorretto da una sceneggiatura solida come le sabbie del deserto del Sahara, la storia è un intreccio tanto semplice quanto efficace di seduzione ed inganni da parte della sexy-nemica del mondo Jenabell (Dominique Boschero) che mira a farsi consegnare un diamantone allo scopo di piegare i potenti della terra. Non vi svelo la modalità di impiego del diamante perché nemmeno noi del Cinematografo Brutto siamo sicuri di averla capita.

A risolvere la situazione interviene sir Reginald Hoover (Roger Browne), un incrocio tra James Bond e un lord playboy, che con la sua vasta conoscenza della criminalità aiuterà l’integerrimo ispettore di Scotland Yard e il suo taccagno omologo francese a risolvere la situazione facendo largo uso dei suoi poteri come Argoman, e non aggiungo altro perché vale la pena vederlo in azione.

Browne, perfettamente nella parte, ci delizia con la sua interpretazione rigida e dal sorriso pronto nei panni di Hoover, e più sciolta nella calzamaglia gialla dell’eroe. Basti pensare alla sua risata che è già motivo di culto.

“Non aggiungere altro, donna, non siamo in cucina!” – Argoman

In una fulgida raffigurazione del sessismo di fine anni ’60, tra costumi improbabili e recitazione a tratti sopra le righe, comprenderemo che solo Arogman potrà risolvere la situazione e, forse, rubare la corona d’Inghilterra.

Menzione d’onore per Piero Umiliani che scrive una colonna sonora originale di assoluto valore, ma per un altro film.